Il Piano Mattei è abitualmente letto come strategia energetica. È una lettura legittima, ma incompleta. Sotto il framework diplomatico si sta in realtà consolidando una piattaforma cyber-fisica che fa dialogare, nello stesso bacino mediterraneo, cavi sottomarini di telecomunicazione, dorsali elettriche in corrente continua, gasdotti riconvertibili a idrogeno e datacenter destinati a diventare snodi dell’AI europea. Lette insieme, e non separatamente, queste infrastrutture definiscono il profilo digitale dell’Italia per il prossimo decennio. È qui che si gioca la parte più importante.