La sicurezza nazionale si estende ormai dalle infrastrutture critiche alle reti digitali, dalle capacità industriali all’intelligenza artificiale. Dalla conferenza organizzata da Med-Or Italian Foundation e Luiss School of Government, con Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione Csf, emerge la sfida per l’Italia: trasformare la centralità mediterranea in capacità strategica, tecnologica e industriale

La sicurezza nazionale corre ormai lungo infrastrutture, reti digitali, catene del valore e capacità produttive. Attraversa i fondali marini, dove passano i cavi che sostengono l’economia digitale, entra nei cantieri e nei centri di ricerca, dipende dalla disponibilità di energia e materie prime e si misura sempre più con la capacità di sviluppare e governare tecnologie come l’intelligenza artificiale. È su questo terreno allargato che si gioca una parte crescente della competizione tra sistemi Paese.

È il grande tema emerso dalla conferenza internazionale “Geopolitica, tecnologie e sicurezza: sfide e prospettive per l’Italia”, organizzata mercoledì a Roma da Med-Or Italian Foundation in collaborazione con la Luiss School of Government, sviluppato nell’ambito del bando “Geopolitica e tecnologia”, promosso dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e dalla Fondazione Csf. L’iniziativa, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, dell’industria e del mondo accademico, si inserisce in un progetto di ricerca dedicato all’evoluzione della sicurezza globale nel Mediterraneo Allargato, i cui risultati confluiranno in una pubblicazione scientifica prevista per novembre.