A livello nazionale, il coordinamento della Struttura di missione si avvale del lavoro quotidiano con la Farnesina, la rete consolare, l’Aics e diversi ministeri, potenziato da memorandum d’intesa siglati con grandi realtà industriali e accademiche come Leonardo, Confindustria, Luiss ed Enel. Un’impalcatura che, secondo Saggio, ha permesso di costruire “un patrimonio non misurabile in cifre ma il più strategico: un’apertura di credito e un rapporto di fiducia consolidato con le controparti africane”

Un effetto leva per il Piano Mattei per l’Africa è senza dubbio quello del respiro internazionale, che offre più margini di manovra grazie a 18 nazioni partner e a 1,2 miliardi di progetti deliberati. Significa che quel piano ha fatto centro. A che punto è il progetto del governo italiano per il continente nero? Quali risultati sono stai raggiunti e con quali margini di miglioramento? L’ambasciatore Fabrizio Saggio, Coordinatore della Struttura di Missione per l’attuazione del Piano Mattei, ha tracciato un quadro complessivo nell’audizione davanti alle Commissioni riunite Affari Esteri e Difesa del Senato e Affari Esteri e Comunitari della Camera, sulla Terza Relazione annuale al Parlamento. Emerge una cornice altamente armonica, con un perimetro di azione e con le nuove consapevolezze sulla portata delle sfide verso l’Africa.