La crisi in Medio Oriente non è per nulla rientrata. La dimostrazione plastica è arrivata questa notte: gli Stati Uniti hanno condotto pesanti bombardamenti sull'Iran per rispondere alle azioni dei pasdaran contro alcune navi commerciali in transito nello stretto di Hormuz. A sua volta, Teheran ha colpito diverse installazioni militari statunitensi in Bahrein e Kuwait. In altre parole, la crisi si è riaccesa all'improvviso e proprio nel pieno delle trattative per definire nei dettagli l'accordo di pace di metà giugno.
Immediate le conseguenze sui mercati petroliferi, con i principali indici del greggio in rialzo di oltre il 4%: il Brent sta risalendo verso quota 78 dollari, mentre il Wti ha superato i 73 dollari. Negli scorsi giorni, il trend ribassista sembrava presagire una discesa sui 70 dollari per entrambi gli indicatori.
Ovviamente, le nuove tensioni si stanno riflettendo anche sulle quotazioni dei prodotti raffinati nell'area del Mediterraneo e quindi sui carburanti alla pompa. Questa mattina 8 luglio, come segnala Staffetta Quotidiana, il prezzo medio della benzina erogata in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,855 euro al litro (+3 millesimi rispetto a ieri) e quello del gasolio a 1,941 (+6), mentre il Gpl quota a 0,757 euro (-3) e il metano a 1,553 euro/kg (-1). Lungo la rete autostradale, verde a 1,945 euro (+5), gasolio a 2,023 (+11), Gpl a 0,884 (-1) e metano a 1,579 €/kg (-6).










