Gli ultimi sviluppi della crisi in Medio Oriente hanno prodotto un'immediata conseguenza. Stati Uniti e Iran, infatti, hanno annunciato di aver raggiunto un accordo per chiudere il conflitto iniziato a fine febbraio. L'intesa sarà firmata a Ginevra venerdì prossimo 19 giugno, ma già oggi si vedono i primi riflessi sul mercato petrolifero, con i principali indici internazionali in forte ribasso: il Brent quota sotto gli 84 dollari al barile e il Wti poco sopra gli 80, mentre pochi giorni fa erano ancora sui 90 dollari.

Non sono comunque da escludere ulteriori sviluppi anche in senso negativo. Lo dimostra la tensione tra il presidente statunitense Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a causa dell'ultimo attacco di Israele a Beirut: Trump ha accusato Netanyahu di non aver alcun "giudizio" e di aver frenato le trattative. Inoltre, la firma dell'accordo sarà solo un primo passo per chiudere diverse questioni estremamente delicate, tra cui il dossier sul nucleare iraniano.

Detto questo, Teheran ha già annunciato l'immediata e tanto attesa riapertura dello Stretto di Hormuz, il che ha allentato i timori dei mercati sulle forniture petrolifere globali e quindi le pressioni sulle quotazioni del greggio.