Il prezzo del petrolio è sceso bruscamente nelle contrattazioni iniziali dopo che il presidente statunitense Donald Trump e il suo omologo iraniano, Masoud Pezeshkian, hanno firmato un accordo preliminare per fermare le ostilità, una mossa che dovrebbe ristabilire il flusso di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz, una delle rotte marittime più importanti al mondo.

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Nella mattinata di giovedì, al momento di andare in stampa, il contratto con scadenza più ravvicinata sul WTI, il benchmark statunitense, perdeva il 2,3% a 75 dollari al barile, mentre il Brent, il riferimento internazionale, cedeva il 2% attestandosi intorno ai 78 dollari al barile.

Entrambi i prezzi restano sopra la soglia dei 70 dollari registrata prima del conflitto, ma sono scesi ben al di sotto dei picchi oltre i 100 dollari toccati solo poche settimane fa.

L'intesa prevede una finestra di 60 giorni per consentire alle due parti di negoziare un accordo definitivo sul programma nucleare iraniano, con Teheran che nel frattempo si impegna a ridurre la concentrazione delle sue scorte di uranio altamente arricchito.