Brent del Mare del Nord a 78,95 dollari, in calo del 2%
Il petrolio continua a percorrere la strada del ribasso, anche se con prudenza, nonostante lo Stretto di Hormuz rimanga chiuso e nonostante le parole incendiarie del presidente americano, Donald Trump, tornato a minacciare l’Iran proprio mentre in Svizzera sono in corso i colloqui tra i due Paesi. Gli investitori continuano a sperare che le trattative tra Usa e Iran vadano avanti. Del resto in Svizzera il primo colloquio, avvenuto con la mediazione di Qatar e Pakistan, ha registrato progressi, come ha dichiarato il vice presidente JD Vance. La situazione, tuttavia, è fluida dal momento che, intanto, continuano i raid israeliani in Libano e l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, citando una fonte vicina al team negoziale, annuncia che lo Stretto di Hormuz non sarà riaperto finché non sarà rispettato il cessate il fuoco. Nonostante il tavolo rischi di saltare in qualsiasi momento: il wti si attesta a 75,37 dollari al barile, perdendo l’-1,5% e il brent del Mare del Nord a 78,95 dollari, in calo del 2%.
emi-
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