Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLe scorte di petrolio si stanno avvicinando ai limiti e potrebbero raggiungere livelli critici se le interruzioni dell’approvvigionamento dovessero persistere o l’accaparramento prendesse slancio. Ipotesi da non sottovalutare visto lo stop della tregua tra Iran e Stati Uniti e la possibilità, detta dal Presidente degli Usa, Donald Trump, di poter reintrodurre il blocco dello Stretto di Hormuz solo all'Iran. A questo si aggiunge che ulteriori pressioni sul petrolio peserebbero sulle aspettative di inflazione e potrebbero innescare una contrazione nella propensione al consumo. La Bce ha inoltre sottolineato come l’ipotesi di rialzo dei tassi non è da escludere.
Il nodo delle scorte di petrolio
Il Fondo monetario internazionale nel suo ultimo outlook ha spiegato che fino ad oggi «il modesto aumento dei prezzi del petrolio» e il loro impatto contenuto sull'attività economica sono dovuti al rilascio delle scorte, «che si stanno ora avvicinando ai minimi pluriennali e potrebbero raggiungere livelli critici qualora le interruzioni dell'approvvigionamento dovessero persistere o l'accaparramento prendesse slancio». Prospettive negative anche se non dovessero esaurirsi perché secondo il Fmi se si dovesse percepire «che lo shock si ripeta o diventi più permanente, la disponibilità ad affrontarlo ricorrendo a prelievi dalle scorte potrebbe indebolirsi, con potenziali dinamiche non lineari dei prezzi».








