Continua a parlare il pentito Marco Ferdico ai pm milanesi nell’ambito dell’inchiesta “Doppia Curva” e affronta la vicenda del progetto omicidiario ai danni di Andrea Beretta, progetto che però rimase solo sulla carta

MILANO – E’ il progetto omicidiario ai danni di Andrea Beretta il contenuto del verbale del neo pentito Marco Ferdico reso ai pm milanesi Storari, Musarò e Ammendola e agli inquirenti il 9 giugno scorso nell’ambito dell’inchiesta Doppia Curva. Ferdico, ex capo ultras dell’Inter, che prese il posto proprio di Beretta, racconta la genesi della vicenda che innescò poi l’uccisione di Antonio Bellocco, considerato rampollo dell’omonima di ’ndrangheta famiglia di Rosarno.

“BERETTA VOLEVA TENERSI IL NEGOZIO DI MERCHANDISING”

Ferdico, con un passato da calciatore dilettante anche nella squadra di calcio del Soriano, in virtù dei rapporti con presunti esponenti della criminalità locale, spiega che il movente sarebbe da ricondurre alla sottrazione di somme che Beretta, suo predecessore nella guida della Curva dopo l’uccisione di Vittorio Boiocchi, avrebbe fatto a Ferdico e allo stesso Boiocchi nelle attività di vendita del merchandising: “Andrea – racconta il pentito – voleva tenersi il negozio di merchandising, ma poi ho saputo che Vittorio lo stava aprendo con Pino, “Ultimo Baluardo”, e quest’idea di mettere online la merce. Lui (Beretta, ndr) non poteva entrare a Milano, e Vittorio comunque andava allo stadio, imponeva allo stadio quello che poi avrebbe tirato perché quello che indossano allo stadio, tira. Quindi lui avrebbe perso il negozio, e ha deciso di ammazzare Boiocchi per questo motivo”.