"Il turismo continua a crescere ma questa crescita non può fondarsi sul lavoro povero. Se vogliamo un turismo di qualità dobbiamo avere il coraggio di investire nella qualità del lavoro, nella stabilità occupazionale, nella formazione e nella valorizzazione delle professionalità. Non è accettabile che chi contribuisce ogni giorno al successo di questo settore resti invisibile e non partecipi alla ricchezza che produce". Così la segretaria della Filcams Cgil Perugia, Alessandra Lecce, in occasione della prima iniziativa umbra della campagna nazionale ‘Non c’è turismo senza di noi - Turismo Working Class’ promossa dall’organizzazione sindacale come momento di confronto pubblico dedicato alle condizioni di lavoro nel settore turistico. L’incontro si è tenuto al circolo Porco Rosso di Perugia e ha visto la partecipazione di lavoratori, studenti, associazioni, partiti e cittadini. "L’iniziativa, aperta dalle testimonianze di chi ogni giorno lavora nel turismo – ha spiegato ancora Lecce –, ha rappresentato un’occasione per riportare al centro del dibattito una realtà spesso invisibile: quella delle migliaia di persone che garantiscono l’accoglienza e i servizi turistici, ma che troppo frequentemente operano in condizioni di precarietà, bassi salari, part-time involontari, appalti ed esternalizzazioni". Nel corso dell’iniziativa è stata posta particolare attenzione al fenomeno delle esternalizzazioni nel comparto alberghiero e all’applicazione del Ccnl (Contratto nazionale di lavoro) multiservizi in attività proprie del settore turistico, una pratica che determina condizioni economiche e normative meno favorevoli rispetto al contratto nazionale del Turismo e che la Filcams Cgil continua a contrastare. "Il confronto – ha riportato la segretaria della Filcams Cgil Perugia – ha inoltre evidenziato come la precarietà e il lavoro povero producano non solo conseguenze economiche, ma anche un forte disagio sociale, alimentando isolamento, paura e frammentazione tra lavoratrici e lavoratori. Da qui il nostro appello a rafforzare la partecipazione, la conoscenza dei diritti e l’organizzazione collettiva, strumenti indispensabili per costruire un settore più giusto e più forte".