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Fabio Savelli

L’analisi della Filcams Cgil: il 50% degli occupati percepisce una retribuzione annua pari o inferiore a 13.950 euro. I pochi controlli

Un lavoratore su due nei comparti del terziario, del turismo e dei servizi percepisce un reddito insufficiente per uscire dalla povertà. È la fotografia scattata dal Focus sul lavoro povero realizzato dalla Filcams Cgil, anticipazione di un più ampio rapporto sull’occupazione, che evidenzia come salari bassi, part-time involontario e precarietà siano ormai elementi strutturali di interi settori dell'economia italiana.

Il comparto turismoSecondo lo studio, il 50% degli occupati percepisce una retribuzione annua pari o inferiore a 13.950 euro, soglia individuata dalla letteratura economica come limite della povertà salariale, che sale a 14.800 euro considerando chi ha lavorato almeno dodici settimane nell'arco dell'anno. Il quadro diventa ancora più critico nel turismo, dove quasi sette lavoratori su dieci restano sotto questa soglia. Nel Mezzogiorno e nelle Isole la situazione assume contorni ancora più allarmanti: oltre l’80% degli addetti, quattro su cinque, rientra nella fascia del lavoro povero. Nei servizi – dalle pulizie ai multiservizi fino alla ristorazione collettiva – l'incidenza supera il 50%, mentre nel commercio e nel terziario si mantiene oltre il 30%.