HomeModenaCronacaPensionati sempre più poveri : "Potere d’acquisto fermo al 2016 . Ma spesa e bollette sono alle stelle"Indagine di Cgil-Federconsumatori basata sull’analisi di 400mila certificazioni uniche "Gli under 65 sono i più penalizzati a causa della precarietà del lavoro e delle varie riforme" .Indagine di Cgil-Federconsumatori basata sull’analisi di 400mila certificazioni uniche "Gli under 65 sono i più penalizzati a causa della precarietà del lavoro e delle varie riforme" .Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciPotere d’acquisto fermo ai livelli del 2016, pensioni sempre più basse per le nuove generazioni, divario di genere in continuo aumento e costi della vita sempre maggiori per i pensionati soli. È questa la fotografia che emerge dal quarto ‘Report’ realizzato da Cgil e Federconsumatori. Un’indagine basata sull’analisi 400mila certificazioni uniche (dal 2016 al 2024), che restituisce il quadro di una Modena che appare benestante nelle statistiche, ma che è in realtà attraversata da disuguaglianze sempre più profonde e da un progressivo impoverimento delle fasce più fragili.

"L’analisi, condotta su quasi 400mila certificazioni uniche – spiega Massimiliano Vigarani, ricercatore Federconsumatori – evidenzia un reddito medio da pensione di circa 20.700 euro annui, ma con forti differenze territoriali". Ciò che emerge è che il potere d’acquisto è tornato ai livelli del 2016, ma solo sulla carta: "Gli adeguamenti delle pensioni – continua Vigarani – hanno recuperato parte dell’inflazione, ma carrello della spesa, bollette, sanità e costi della casa sono aumentati molto più del dato medio dell’inflazione, per cui il recupero statistico non coincide con un recupero reale". Continua, inoltre, ad aumentare il divario tra uomini e donne. Negli ultimi anni la differenza media è cresciuta di circa 100-150 euro all’anno e oggi supera i 5 mila euro, risultato di carriere lavorative discontinue, lavoro precario e part-time - spesso non scelto - che portano pensioni sempre più basse. "Continua inoltre ad ampliarsi il divario tra uomini e donne – afferma Roberto Righi, segretario generale Spi Cgil –. Le pensionate percepiscono assegni sensibilmente inferiori rispetto agli uomini, una differenza che riflette la qualità del lavoro svolto durante la vita lavorativa, caratterizzata spesso da precarietà, part-time e retribuzioni più basse".