I dati diffusi sul comparto turistico umbro raccontano di un’estate 2026 all’insegna delle assunzioni. Numeri importanti, crescita significativa e un settore che sembra correre mentre altrove si rallenta. Una buona notizia? Soltanto in parte secondo Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil. "Se ci si ferma ai numeri – spiegano infatti i sindacati –, il turismo umbro appare in piena salute. Se però si prova ad andare un po’ più a fondo, il quadro cambia rapidamente. La crescita dell’occupazione continua infatti a poggiare su basi ben note: contratti stagionali, rapporti a termine, lavoro a chiamata. Tradotto: si entra facilmente, ma si esce altrettanto velocemente. Il turnover resta altissimo e la stabilità, per molti lavoratori, resta più un’eccezione che una prospettiva. Non sorprende, allora – proseguono Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs –, che chi può scelga di cambiare settore. Tra salari spesso insufficienti, carichi di lavoro intensi e poche possibilità di crescita, il turismo continua a essere poco attrattivo proprio per quelle professionalità di cui avrebbe più bisogno. Nel frattempo, non mancano elementi ormai strutturali: lavoro irregolare, sottoinquadramento e quelle aree grigie che finiscono per essere fin troppo visibili. Serve un cambio di passo concreto: contrastare i contratti pirata non sottoscritti da Cgil, Cisl e Uil, rafforzare i controlli contro il lavoro irregolare, garantire l’applicazione dei contratti collettivi e investire seriamente nella stabilizzazione e nella valorizzazione delle professionalità. Non è più rinviabile l’apertura di un tavolo per la costruzione di una contrattazione territoriale di secondo livello – concludono Filcams, Fisascat e Uiltucs –, che dia finalmente risposte concrete ai lavoratori".