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Segreti di Stato contenuti sui biglietti, girati durante degli incontri al parco, su una panchina o al bar. La guerra ibrida di Mosca passa anche per pizzini nella tasca di una camicia srotolati da un ex agente dei servizi italiani che forniva agli 007 russi, nascosti dietro la copertura di un diplomatico, informazioni su intelligence e armamenti prodotti dal nostro Paese, in cambio di buste da quattromila euro in contanti: un prezzo concordato per la vendita di ognuna di quelle informazioni riservatissime, ottenute attraverso alcune talpe tra i militari del mondo cyber della Difesa.Il sistema di spionaggio era stato scoperto poco più di un anno fa, dopo la segnalazione dell’Aisi, con un’operazione di controspionaggio da parte dell’intelligence italiana, che si è poi avvalsa delle indagini del Ros dei carabinieri: due ex dipendenti degli stessi servizi segreti interni - in pensione da almeno dodici anni - sono finiti in queste ore agli arresti domiciliari per spionaggio e accesso abusivo a sistemi informatici. Altre cinque persone, tra cui quattro militari fino a ieri in servizio, sono indagati a vario titolo, per "procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato", "spionaggio politico o militare", "rivelazione di segreti di Stato", "rivelazione di notizie di cui sia stata vietata la divulgazione".