Passavano notizie top secret a 007 russi a Roma. Per questo, secondo quanto riporta il Tg1, due ex agenti in pensione dell'intelligence italiana sono finiti agli arresti domiciliari. Indagate altre cinque potenziali "fonti" italiane in forza al ministero della difesa che potrebbero aver avuto contatti con i referenti dell'intelligence di Mosca. Secondo una inchiesta del Ros coordinata dalla Procura di Roma, rivela ancora il Tg1, la coppia di ex agenti italiani riferiva segreti militari e i nominativi degli agenti segreti operativi italiani e del Ros alle spie del raggruppamento di intelligence GRU di Mosca. Uno degli arrestati per spionaggio nell'operazione del Ros - il 59enne ex appartenente all'intelligence italiana - avrebbe avuto con il presunto agente russo diverse interlocuzioni. Durante le conversazioni, il russo faceva le richieste mentre l'altro, dietro compenso in denaro, forniva le informazioni richieste, che aveva acquisito attraverso le sue fonti, tra cui quattro militari in servizio impiegati in incarichi connotati da un alto grado di riservatezza: sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di aver fornito informazioni che nell'interesse della sicurezza dello Stato e o nell'interesse politico, interno o internazionale, dello Stato debbono rimanere segrete o ritenute di vietata divulgazione. I precedenti La notizia colpisce. E non è la prima volta che l'Italia finisce al centro di diverse vicende analoghe: nel 2021 il caso dell'ufficiale della Marina Walter Biot, arrestato per aver ceduto documenti riservati a un funzionario dell'ambasciata russa in cambio di denaro; la vicenda provocò anche l'espulsione di diplomatici russi. Secondo gli investigatori aveva fotografato centinaia di documenti classificati, alcuni coperti da segreto Nato, cedendoli in cambio di alcune migliaia di euro. L'episodio provocò una delle più gravi crisi diplomatiche tra Italia e Russia degli ultimi decenni. Roma espulse due diplomatici russi, mentre Mosca rispose con un provvedimento analogo. Il caso rappresentò uno spartiacque nell'attività di controspionaggio italiana. E, nel 2024, la Procura di Milano ha indagato due imprenditori italiani accusati di aver collaborato con l'intelligence russa, raccogliendo informazioni su infrastrutture, sistemi di videosorveglianza e aree sensibili. L'inchiesta evidenzia come oggi il bersaglio non siano soltanto i documenti militari, ma anche dati apparentemente civili che possono risultare preziosi in uno scenario di guerra ibrida. ***In aggiornamento
Passavano informazioni sensibili alla Russia: arrestati due ex 007 italiani
Indagate altre cinque potenziali "fonti" italiane in forza al ministero della difesa che potrebbero aver avuto contatti con i referenti dell'intellig…










