Due ex agenti italiani ai domiciliari: l'accusa è di aver passato informazioni riservate a un funzionario dei servizi russi

Segreti militari in cambio di mazzette. L'emissario di Mosca voleva dagli ex 007 italiani informazioni dettagliate sui sistemi missilistici Grifo e Aster, conoscere precisamente ruoli e movimenti del personale militare italiano sotto copertura, come l'identità della funzionaria Aise che indagava per controspionaggio sulla Russia: "Vedi questa foto? È lei che ti sta addosso". Così, in una intercettazione, uno dei due ex carabinieri distaccati all'Aisi, Gavino Raoul Piras e Vincenzo Di Pasquale, oggi in pensione, da ieri agli arresti domiciliari, e il funzionario del Gru, i servizi segreti russi, Mikhail Astakhov, che gode dell'immunità diplomatica.

Le indagini

Il sistema della guerra ibrida russa era consolidato. Ci sono indagini in corso per accertare da quanto tempo i due 007 italiani infedeli rivelavano notizie riservate ai colleghi russi. Intanto, nelle 28 pagine dell'ordinanza del GIP di Roma De Lellis, un anno di indagini con le inchieste parallele della Procura di Roma e di quella militare, emerge evidente il legame forte tra la spia russa e gli 007 italiani. Sette gli indagati. I due 007 arrestati potevano contare su altri cinque informatori infedeli ancora operativi nell'intelligence italiana, tra Carabinieri ed Esercito, al momento solo indagati.