HomeArezzoCronacaIndustria, incubo cassa integrazione: oltre duemila lavoratori in bilicoDomani la mobilitazione dei sindacati con sciopero in tutta la regione: motivi di allarme anche in provincia Siamo il cuore produttivo della Toscana e quindi uno dei punti caldi. “L’occupazione è in grave pericolo”Preoccupazione per duemila lavoratori: domani lo scioperoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciArezzo, 6 luglio 2026 – Duemila in cassa integrazione. È la fotografia della provincia aretina nello scacchiere regionale dal quale emerge un quadro preoccupante per il manifatturiero (siderurgia, accessori moda, nautica e automotive). È l’allarme lanciato dai sindacati pronti alla mobilitazione.
I dati
I numeri descrivono il contesto: la Toscana conferma circa 310mila addetti nell’industria, ma perde 2mila occupati rispetto al 2024. Il peso dell’industria sul Pil regionale è sceso al 19,2%, il livello più basso degli ultimi venticinque anni. Un dato che evidenzia il progressivo arretramento del comparto manifatturiero e, per i sindacati, rende ancora più urgente l’adozione di misure straordinarie a sostegno del sistema produttivo. Il rischio, avvertono, è che “senza un vero piano industriale, la Toscana rischia di chiudere il 2026 con un’ulteriore perdita di 3-4mila posti di lavoro industriali”. Oggi sono 15.032 i lavoratori toscani con ammortizzatori sociali nei comparti siderurgia, accessori moda, nautica e automotive. La situazione più critica si registra nell’area Firenze-Prato-Pistoia, dove i lavoratori coinvolti sono 3.398. Seguono Pisa con 5.100 lavoratori e Livorno con 2.504. Ma la provincia aretina guadagna il quarto posto nella classifica toscana con 2.017 persone in cassa integrazione. Cigl Cisl e Uol chiedono un piano “per evitare un ulteriore indebolimento del tessuto industriale regionale”.







