HomeMilanoCronacaI timori di facchini e driver: "Tutele per noi lavoratori". Dubbi sulla sicurezzaMateriale avrebbe ostruito l’idrante, ritardando l’intervento: "Ora chiarezza". Nel 2023 tensioni per l’estromissione del consorzio di coop dopo l’inchiesta.Il capannone e i mezzi in via don Minzoni divorati in poche ore dalle fiammeRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguicidi Andrea GianniMILANOIl 2023 era stato un anno di pesanti tensioni, nel deposito milanese della Brt in zona Bovisa distrutto dal rogo, legate all’estromissione del consorzio fornitore di servizi e manodopera per il colosso delle spedizioni: Brt in quel periodo era finita in amministrazione giudiziaria e al centro di indagini su caporalato e una presunto maxi-frode fiscale. Un’operazione di “pulizia“ negli appalti a cui sono seguiti anni più tranquilli nella storica azienda italiana ora nelle mani di un gruppo francese, che nel frattempo si è messa in regola. Ora lì operano altre quattro società in appalto - una si occupa della logistica e le altre tre dei trasporti - con un totale di circa 150 persone che si aggiungono ai circa 30 dipendenti diretti di Brt sul sito. Tra i sindacati c’è preoccupazione sul loro futuro, che sarà al centro di un incontro con Brt fissato per il prossimo 16 luglio. Chiedono "chiarezza" sulle cause dell’incendio (doloso o accidentale, forse provocato dal surriscaldamento di alcune batterie) e sui tanti punti interrogativi rimasti nell’aria. A partire dall’intervento per spegnere il rogo e dalle misure di sicurezza che, in questi casi, dovrebbero scattare nella maniera più tempestiva possibile. Secondo fonti sindacali, infatti, materiale copriva e ostruiva l’idrante più vicino al punto dove si è sviluppato il rogo, in uno spazio che invece dovrebbe essere lasciato libero proprio per consentire un rapido utilizzo per sedare l’incendio prima dell’intervento dei Vigili del fuoco. Anche questo aspetto potrebbe finire al centro degli accertamenti della Procura.
I timori di facchini e driver: "Tutele per noi lavoratori". Dubbi sulla sicurezza
Materiale avrebbe ostruito l’idrante, ritardando l’intervento: "Ora chiarezza". Nel 2023 tensioni per l’estromissione del consorzio di coop dopo l’inchiesta.







