Secondo Irpet nel 2025 la cassa integrazione in deroga ha coinvolto mediamente 8.527 lavoratori al mese nell’intero settore modaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLa crisi del distretto non è soltanto nei bilanci delle aziende o nei capannoni che rallentano la produzione. Si misura anche nelle ore di cassa integrazione e nelle famiglie che iniziano a fare i conti con stipendi ridotti e con la paura che gli ammortizzatori possano non bastare più. La situazione è pesante. Secondo i dati elaborati dal Centro studi di Confindustria Toscana Nord, diffusi mercoledì, la produzione industriale pratese registra un calo del 5,1%, sullo stesso periodo del 2025. Il tessile perde il 3%, l’abbigliamento-maglieria, segna un pesante -13,4%. Ancora peggiore il meccanotessile, che crolla del 18%.

Le difficoltà delle imprese si trasformano inevitabilmente in un ricorso sempre più massiccio agli ammortizzatori sociali. E i segnali non sono incoraggianti. Il settore artigiano ha terminato gran parte degli strumenti disponibili. Resta qualche margine in più per l’industria, che può accedere non solo alla cassa integrazione ordinaria ma anche alla cassa straordinaria. Ma il timore, condiviso da sindacati e lavoratori, è che non possa bastare ancora a lungo. "L’industria ha un ombrello più grande rispetto all’artigianato, ma prima o poi non basterà più nemmeno quello", avverte Juri Meneghetti, segretario generale della Filctem Cgil Prato Pistoia.