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8 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 15:09
“La crisi industriale non è alle spalle, è strutturale, diffusa e sta peggiorando”. È la denuncia arrivata nei giorni scorsi dalla Cgil, che ha commentato i dati Inps diffusi a fine gennaio. Nel solo 2025 sono state autorizzate quasi 560 milioni di ore di cassa integrazione, in un aumento del 10% rispetto al 2024. Intanto i tavoli di crisi aperti al ministero delle Imprese e del Made in Italy coinvolgono 103 aziende e 131.035 lavoratori, a cui bisogna aggiungere i numeri delle vertenze gestite dalle Regioni. E il dato più “inquietante” è la composizione della cassa. La Cig ordinaria, che dovrebbe accompagnare difficoltà temporanee, diminuisce, mentre quella straordinaria esplode: +58% in un solo anno, oltre 275 milioni di ore autorizzate, con un incremento che nell’industria supera il +69%.
Si tratta quindi di crisi strutturali. “La Cigs non accompagna la ripresa, ma ristrutturazioni senza piani industriali, dismissioni, chiusure mascherate. Le reindustrializzazioni annunciate restano sulla carta. I lavoratori restano sospesi”, attacca il sindacato evidenziando tra l’altro il divario tra ore autorizzate e ore utilizzate che “racconta la paura di scenari incerti, che però si traducono sempre in riduzioni di orario, flessibilità e perdite di salario per le lavoratrici e i lavoratori”.







