Una riduzione media del reddito di oltre 4.400 euro. L’hanno subita quelle centinaia di migliaia di lavoratori posti in cassa integrazione a zero ore tra gennaio e settembre. Le 429,3 milioni di ore autorizzate nei primi nove mesi del 2025 dall’Inps tradotte in posti a zero ore, equivalgono ad un’assenza completa di attività produttiva per oltre 275mila lavoratori, con un abbattimento complessivo del monte salari di oltre 1 miliardo e 300 milioni di euro (al netto delle tasse).
Sono elaborazioni contenute nel rapporto dell’Associazione Lavoro&Welfare presieduta da Cesare Damiano, curato da Giancarlo Battistelli che evidenzia come il ricorso alla cassa integrazione sia cresciuto tra gennaio e settembre, rispetto allo stesso periodo del 2024, segnando un +18,56%, con 429,3 milioni di ore autorizzate. C’è un settore che soffre maggiormente, considerando che oltre il 90% è richiesto dal complesso dell’industria con meccanica e metallurgia che da sole assorbono circa la metà delle ore autorizzate nei primi nove mesi del 2025.
Perse 53,6 milioni di giornate di lavoro
L’incremento di ore autorizzate è concentrato tra la Cig ordinaria che copre il 51,89% e la Cig straordinaria che pesa per il 48% su tutta la Cig autorizzata nei primi nove mesi del 2025. Tradotto in posti di lavoro, è come se nei nove mesi siano stati fuori dall’attività produttiva 139mila lavoratori posti in Cig ordinaria, 128mila lavoratori in Cig straordinaria, 285in Cig in deroga e oltre 6.600 nei Fondi di solidarietà. In base alle ore autorizzate di Cig, nel periodo gennaio-settembre 2025 si sono perse 53,6 milioni di giornate lavorative. A questo proposito va, però, ricordato che il calcolo sulla riduzione del reddito è stato elaborato prendendo a riferimento le ore di Cig richieste e autorizzate dall’Inps, che sono diverse dal “tiraggio”, ovvero dall’effettivo impiego: secondo l’ultimo dato disponibile, tra gennaio e luglio il consumo reale è stato del 22,56% nella media delle ore autorizzate.






