«Saremo in piazza, nel nostro luogo naturale: Napoli è la capitale italiana del campo progressista», spiega Marco Sarracino, parlamentare dem e responsabile nazionale Sud del partito alla vigilia della prima manifestazione del Campo largo in vista delle politiche. Prima a San Giacomo, poi in Regione. «È proprio nella nostra città metropolitana che abbiamo costruito le prime alleanze tra Pd, M5s, Avs e le forze moderate vincendo in comuni dove si perdeva da tanto tempo. Oggi questa alleanza è un modello per l’Italia e noi ne siamo estremamente orgogliosi. Siamo pronti per la sfida delle politiche».

I temi programmatici da cui si parte sono Sanità, salario minimo ed il No all’Autonomia differenziata che ha fatto di nuovo capolino. «Giorgia Meloni e i suoi parlamentari hanno tradito il Sud. Mai abbiamo assistito ad un tale accanimento nei confronti del Mezzogiorno. In quattro anni il governo ha tagliato 3,5 miliardi dal fondo perequativo infrastrutturale, ha detto no al salario minimo, ha cancellato il reddito di cittadinanza e la prossima settimana tornerà in parlamento l’Autonomia differenziata che sarà un colpo mortale per i nostri territori. Questa destra verrà ricordata per essere la più antimeridionalista della nostra storia». Caso Francesca Tucci, la nota dell'avvocato del chirurgo indagato: «Il processo è in aula, non sui media»Ma quale è la vostra ricetta per far crescere il Mezzogiorno? «Noi continueremo a batterci per difendere il Sud e la coesione del nostro Paese. Per far crescere i salari, per finanziare la sanità pubblica, per aiutare le imprese. E mentre a destra si concentrano sulla follia della remigrazione, noi vogliamo affrontare, con una proposta di legge sul diritto a restare, la grande emergenza della emigrazione che vede ogni anno migliaia di giovani andare via dal mezzogiorno e dalle aree interne alla ricerca di opportunità altrove. Da Napoli arriverà ancora una volta un segnale fortissimo a Giorgia Meloni ma partirà soprattutto un messaggio chiaro: costruiamo una nuova speranza per l’Italia, rendendo il nostro paese più giusto, più attrattivo e con più diritti». Però sono settimane che il centrosinistra è perso in tatticismi. «L’errore che non commetteremo sarà quello di discutere del leader per settimane mentre il nostro popolo ci vuole uniti nel contrastare Giorgia Meloni e il suo governo. Abbiamo due modi molto semplici per scegliere chi guiderà la coalizione: le primarie o il partito che prende un voto in più. Ma la nostra ossessione saranno gli italiani e la risoluzione dei loro problemi». Ingresso di Renzi: molti nel Pd e nell’M5s nutrono dei dubbi. «Siamo assolutamente disponibili a ragionare con le forze moderate e lo faremo in vista delle prossime elezioni politiche come abbiamo già fatto a Napoli e in Campania con Manfredi e Fico. D’altronde segnalo che proprio nel nostro territorio i Cinque Stelle, come nel caso di Portici, hanno sostenuto, un candidato sindaco di Italia Viva. Quindi il tema non si porrà. Ma ci uniremo con un programma condiviso. Non faremo come l’attuale governo che litiga su tutto, non risolve un solo problema ed è tenuto insieme solo dall’attaccamento al potere, come è dimostrato da quello che vergognosamente stanno compiendo sulla legge elettorale».Napoli vive un momento di grande spolvero ma molti problemi rimangono. «Siamo molto contenti che Manfredi sia tra i sindaci più amati d’Italia. E’ la prova che la città sostiene l’azione innovatrice di una giunta che ha saputo unire visione e concretezza dopo anni di abbandono. L’appuntamento dell’America’s cup sarà una straordinaria occasione di crescita e sviluppo. Ma ci sono segnali positivi anche sui servizi: sulla gestione dei rifiuti, sul trasporto e sulla gestione dei flussi turistici. Questo non significa aver risolto tutti i problemi, ma lo spirito verso il 2027 è quello giusto. Con umiltà continueremo anche a rafforzare una connessione sentimentale con la città, in particolar modo con i quartieri popolari che sono quelli che più di altri si stanno trasformando grazie agli investimenti di questi anni».