«Siamo pronti per governare, non in alto mare come ci descrivono», dice sicuro di sé il leader M5s Giuseppe Conte alla vigilia della manifestazione a Napoli, la prima per le politiche, con Pd ed Avs. Al momento è tutto fermo alla foto del ristorante. Come allarghiamo quello scatto?«In quella foto c’è quello che ho definito il formato naturale, forze politiche che in questa legislatura hanno già lavorato insieme. In quattro anni abbiamo portato avanti tante battaglie contro le destre e costruito insieme proposte concrete che saranno al centro dell’iniziativa di mercoledì proprio qui a Napoli. Poi considero molto positivo il fatto che al centro, nell’area dei cosiddetti moderati, si stiano creando anche nuove realtà, a cui io guardo con favore in un’ottica di maggiore competitività del campo progressista».
Rimane dubbioso su Matteo Renzi nel centrosinistra?«Penso che non sia una decisione da prendere ora, perché adesso dobbiamo concentrarci per costruire un progetto serio, che dia risposte ai problemi veri della gente: combattere le disuguaglianze sociali, affrontare la crisi energetica e il caro bollette, sostenere i nostri giovani ed evitare che lascino il Paese. E deve essere un progetto di governo che ci porti non solo a vincere, ma a governare per cinque anni per rimediare ai fallimenti di Giorgia Meloni, che ha portato l’Italia ad essere fanalino di coda in Europa per crescita». Le elezioni politiche sono dietro l'angolo.«I giornali amano descriverci come se fossimo ancora in alto mare, ma siamo da tempo al lavoro e adesso l’obiettivo è andare a vincere». È sempre per le primarie? «Le primarie sono sul tavolo, certo, così come il criterio che abbiamo usato nelle Regioni, anche qui in Campania: si sceglie insieme il candidato più competitivo, quello che può vincere con la Meloni. Non possiamo permetterci di sbagliare, dobbiamo essere tutti al servizio di un progetto vincente, mettendo da parte la premura per destini individuali e ambizioni egoistiche». In questi giorni si discute della legge elettorale: lei è per le preferenze ma in molti sostengono che, sotto sotto, per Pd ed M5s è meglio non ci siano per scegliersi i parlamentari.«Nessuna ambiguità sul punto. Noi abbiamo presentato la nostra proposta di legge con proporzionale puro e preferenze bene in vista. Se Meloni vuole davvero le preferenze voti la nostra proposta, che è molto equilibrata. Ma se non le vuole perché preferisce controllare in famiglia il partito e accarezzare la sua ambizione capocratica, che almeno la smetta di prendere in giro gli italiani, fingendo il contrario. Noi contrasteremo con forza sino all’ultimo questa legge elettorale, perché trovo sia gravissimo che la maggioranza provi a cambiare le regole del gioco a un anno dalle elezioni, proponendo agli elettori listini di candidati superblindati: addirittura con un listone aggiuntivo di 105 candidati che saranno il premio di maggioranza per comandare il Paese e andarsi a prendere anche le istituzioni di garanzia. Uno scempio, uno schiaffo non solo alla democrazia ma anche agli italiani che non riescono a curarsi, a fare la spesa, a mandare avanti l’azienda, ad andare in vacanza». Il 30 giugno è scaduto il termine dei lavori del Pnrr, il programma concordato con la Ue quando lei era premier.«Il Pnrr ha letteralmente tenuto a galla in questi anni la striminzita crescita del Pil, senza di esso il Paese sarebbe sprofondato in recessione. Oggi Meloni festeggia l’incasso delle rate e prova a enfatizzare il raggiungimento dei vari traguardi, nonostante i gravi ritardi nella messa a terra delle risorse. E pensare che proprio il suo partito non ha mai espresso un voto favorevole al Piano, né in Europa né in Italia». Il governo Meloni si appresta a tagliare il record della longevità: sarà benzina nel suo motore, non crede?«Sarà invece il dato che li affossa: è una grave colpa essere rimasta per quattro anni a Chigi senza riuscire a fare una riforma, lasciando l’Italia ri-precipitare al fondo delle varie classifiche che misurano la crescita e la qualità di vita degli italiani». In questi ultimi anni abbiamo assistito ad una crescita economica maggiore del Sud rispetto al Nord.«La crescita del Mezzogiorno è dovuta in gran parte proprio ai cantieri del Pnrr. Se torneremo al governo lanceremo un grande Fondo sovrano nazionale per gli investimenti, nel quale potranno investire tutti i cittadini italiani. Questo Fondo sovrano avrà specifici settori e aree di investimento, anche e soprattutto al Sud, per rimettere davvero il Paese su una strada di crescita duratura e non disperdere la strada aperta dal Pnrr». Nel programma elettorale M5s c'è ancora spazio per una misura come il reddito di cittadinanza?«Meloni e soci hanno fatto una guerra ideologica al sostegno ai vulnerabili. Quel che serve davvero è rafforzare le politiche attive, cioè l'incrocio di domanda e offerta di lavoro, che era la seconda parte di quella riforma rimasta inattuata a causa delle Regioni. Dobbiamo investire nel capitale umano. E ricordo che uno dei progetti più importanti del Pnrr è GOL da noi ideato, che ha permesso a 2 milioni di cittadini disoccupati, percettori di reddito, inattivi, di poter conseguire adeguate qualifiche professionali: in 800mila sono rientrati nel mercato del lavoro».







