Pasquale Ferraro

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Giuseppe Conte ?M?5S in occasione della manifestazione “Mille voci per un voto uguale. Legge elettorale: torniamo alla Costituzione”. Roma, Martedì 30 Giugno 2026 (photo by Mauro Scrobogna / LaPresse)

Giuseppe Conte M5S on the occasion of the conference “A Thousand Voices for an Equal Vote. Electoral Law: Let’s Return to the Constitution.” Rome, Tuesday June 30 2026 (photo by Mauro Scrobogna / LaPresse)

L’unica cosa certa a sinistra – ma guai a chiamarla così – è la pressione costante con cui Giuseppe Conte tenta di egemonizzare quello che siamo soliti definire “campo largo”. Nonostante le baldanze post-referendum, la tanto evocata spinta propulsiva non solo non si è manifestata, ma, sparita l’onda del No, sono riapparse tutte le differenze che caratterizzano i partiti della coalizione di centrosinistra. Lo sa bene Conte che, con la sua proposta di chiamare la coalizione “Alleanza per la Costituzione e la democrazia”, ha confermato tre verità inconfutabili che caratterizzano un’alleanza nata non su un programma o su una visione di Paese, ma per pura sommatoria elettorale, per provare a vincere mettendo insieme forze antitetiche per programmi e finalità.