Il tintinnar di manette si fa più insistente o tace a seconda di ciò che Giuseppe Conte decide. Lui, ormai, è – come ha notato Francesco Merlo su Repubblica – «l’ayatollah del centrosinistra, il Khamanei del campo largo». Lui rilascia “biglietti di ingresso e di uscita: via Sala da Milano, Giani si umili di più, De Luca si consegni a Fico”. E Ricci da ultimo riprenda pure la campagna elettorale. Con Elly Schlein al suo fianco (alle primarie Ricci stava con Bonaccini ma non fa niente). Considerazioni che fanno affiorare un certo, rassegnato malumore nelle file progressiste.

Ma Conte ha parlato, Conte ha deciso: che vuoi che sia un avviso di garanzia? Non ci sono elementi di colpevolezza. Gli stessi elementi c’erano per Toti, c’erano per Santanché, c’erano per Delmastro. Il M5S lancia tuoni e fulmini sugli avversari, è indulgente a sinistra (e con i suoi, vedi il caso Appendino). Toti era colpevole, ricorderete, perché sullo yacht si intratteneva con Spinelli. «Noi – si vantavano orgogliosi i pentastellati – sullo yacht non ci siamo mai saliti». Conte tirò fuori persino Almirante contro Santanchè: «E che direbbe Almirante della ministra del turismo?».

L'ARIA CHE TIRA, MAURIZIO MOLINARI INGUAIA ELLY SCHLEIN: "CHI È IL SUO GRATTACAPO"