Giuseppe Conte si conferma un camaleonte in pochette. Ieri, intervistato al Salone della Giustizia, ha mandato una serie di messaggi alla Schlein, e il primo è che «il campo largo è una formula giornalistica, non ha senso». Ecco il secondo, collegato: «Ci vuole un leader, sulla base di quella che sarà la legge elettorale». Terzo, e si chiude il cerchio: «Il leader? Lo sceglieremo attraverso le primarie o con altri metodi». Se ci sarà una nuova legge elettorale – la modifica del “Rosatellum” è molto probabile – verrà introdotta l’indicazione del candidato premier, e quindi potrebbe esserci una sfida diretta con Elly. Tra «gli altri metodi» – e questo scenario potrebbe riguardare anche le primarie – c’è quello che una parte del Pd per liberarsi della Schlein converga su Conte, una legge del contrappasso dopo che i 5Stelle alle primarie dem hanno aiutato Elly a sconfiggere Bonaccini, che per Giuseppi sarebbe stato più difficile da disarcionare in seguito. Conte, il quale ha l’unico obiettivo di rifare il premier, è interessato alla nuova legge elettorale per un ulteriore aspetto: i collegi maggioritari uninominali, che adesso assegnano il 37% dei seggi in parlamento, verrebbero cancellati. A quel punto il Pd non avrebbe più il modo di cedere posti ai 5Stelle, i quali avrebbero un’altra ragione in meno per stringere l’alleanza. L’ex avvocato del popolo modellerà la strategia a seconda della convenienza.