L’Arsenio Lupin delle idee altrui: trafuga con scaltrezza, rielabora con astuzia e restituisce con la convinzione di aver inventato tutto lui. Un’arte sottile che Conte ha elevato a sistema: non tocca denaro, ma schemi, slogan e atteggiamenti. In questo senso è l’illusionista della politica italiana, capace di introdursi in una qualsiasi casa ideologica, appropriarsi di ciò che serve e uscirne tra gli applausi.