"Il M5s deve avere una forte identità, non è il movimento di protesta degli inizi. Siamo collocati in un campo ben preciso: non abbiamo nulla a che fare con la destra ma ci siamo detti non di sinistra perché la storia della sinistra è quella del Pd e del Partito comunista". Creeranno un certo imbarazzo, nel cosiddetto campo largo, le parole di Giuseppe Conte a Piazzapulita, su La7.

Il leader del Movimento, intervistato da Corrado Formigli, prende le distanze da Elly Schlein per poi attaccare Giorgia Meloni a tutto campo, anche a suon di insulti e slogan. "Non mi espongo al rischio terrorismo perché tu fai il gendarme in giro per il mondo", tuona l'ex premier riferendosi a Donald Trump e alla eventuale richiesta Usa di usare le basi italiane per la guerra in Iran. "Mi devi dire che sei andato a fare", conclude facendo la voce grossa con la Casa Bianca, a distanza di sicurezza.

Quindi parte l'assalto a Palazzo Chigi: "È stato da vigliacchi lasciare solo Sanchez, che ha solo detto cosa andava fatto dalla comunità europea e internazionale: andavano condannati Trump e Netanyahu - sottolinea Conte -. Non bisogna cambiare gli accordi, basta solo la nostra Costituzione. Le basi militari non vanno offerte, perché gli Stati Uniti sono andati a fare una guerra unilaterale fuori dal diritto internazionale: se siamo paesi alleati non si fanno certe azioni senza consultare nessuno".