Caro Aldo Cazzullo, ho letto con attenzione la sua lettera dedicata alla piccola Aurora. La gioia per il raggiungimento dell’obiettivo della raccolta fondi è condivisa da tutti noi e a lei, ai genitori e a quanti hanno contribuito va il mio sincero apprezzamento. Mi permetta però una riflessione su un passaggio del suo intervento. Scrive che «la sanità italiana non sa e non può fare» questo intervento e conclude con un giudizio severo sul nostro sistema sanitario. Comprendo l’amarezza di fronte a una vicenda tanto delicata, ma credo sia importante evitare generalizzazioni che rischiano di oscurare il lavoro quotidiano di migliaia di professionisti. La sanità italiana rappresenta un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale. Esistono patologie rarissime per le quali, in un determinato momento storico, il centro di riferimento mondiale può trovarsi negli Stati Uniti, in Europa o altrove. Questo non significa che il nostro sistema sia inadeguato, ma che la medicina evolve grazie a reti internazionali di competenze. Lei conosce bene il valore della sanità pubblica italiana. Basti pensare a quando gli ospedali svizzeri si sono trovati a fronteggiare un numero eccezionale di giovani gravemente ustionati in seguito dell’incendio a Crans-Montana: diversi ragazzi sono stati trasferiti in Italia e affidati alle cure dei nostri centri altamente specializzati. Dodici feriti sono stati curati al Niguarda e una delle ragazze più gravemente colpite ha proseguito il proprio percorso terapeutico presso la Città della Salute e della Scienza di Torino. Anche questa vicenda testimonia il livello delle competenze presenti nel nostro Paese e la capacità del Servizio sanitario nazionale di rispondere alle emergenze più complesse. Gli esempi virtuosi sono numerosissimi nel nostro Paese, ne cito uno tra i molti in tutta Italia: l’Istituto Giannina Gaslini, punto di riferimento internazionale per la pediatria, che ogni anno prende in carico bambini provenienti da tutto il territorio nazionale e dall’estero per malattie rare, cardiopatie congenite, trapianti, patologie oncologiche e interventi di elevatissima complessità. Ogni giorno i nostri ospedali affrontano con successo migliaia di interventi altamente specialistici, anche su pazienti provenienti dall’estero. Questo patrimonio di competenze merita di essere raccontato con la stessa attenzione con cui si evidenziano le situazioni in cui è necessario rivolgersi a centri internazionali. Alla piccola Aurora auguro il miglior esito possibile del percorso terapeutico. Al tempo stesso, credo sia giusto riconoscere il valore di una sanità pubblica che, pur perfettibile come ogni sistema umano, continua a rappresentare uno dei pilastri più solidi del nostro Paese.Guido BertolasoAssessore al WelfareRegione Lombardia
La colletta per Aurora e la sanità italiana | Aldo Cazzullo
<b>Caro Aldo Cazzullo, </b><br><b>ho letto con attenzione la sua lettera dedicata alla piccola Aurora. La gioia per il raggiungimento dell’obiettivo











