Sento il bisogno di rivolgere un pensiero alla vostra redazione in questo giorno decisivo. Vi ringrazio per aver seguito questa storia con attenzione e costanza in questi cinque anni. In un mondo che spesso corre veloce, dimenticando le vicende che segnano profondamente la vita delle persone, il vostro impegno nel raccontare i fatti ha rappresentato per me un punto fermo. L’informazione corretta, quando esercitata con sensibilità e rigore, non è solo cronaca: è un presidio di giustizia. Per cinque anni ho cercato la verità, mantenendo la promessa fatta a mio figlio. Questo percorso è stato un fardello pesante, costellato di momenti di smarrimento e di attesa snervante. Avere avuto al mio fianco chi, attraverso le pagine del vostro giornale, ha dato voce a quanto accaduto, mi ha fatto sentire meno sola in questa battaglia per la verità. In questo giorno, sento il dovere di rivolgere un ringraziamento profondo e sincero ai nostri legali, gli avvocati Marco Martines e Marco Catalano. Sono stati al nostro fianco con umiltà, dimostrando in ogni momento il desiderio sincero di aiutarci, nonostante le immense difficoltà incontrate lungo il cammino. La loro competenza e la loro vicinanza umana sono state per noi un sostegno insostituibile. In vista di questo epilogo, ho scelto di scrivere una lettera direttamente alla controparte, accompagnata dai due libri che ho dedicato alla memoria di mio figlio. Ho ritenuto doveroso tentare un ultimo confronto umano, affinché non si riduca tutto a una pratica processuale, ma si torni a parlare di persone, di responsabilità e del diritto alla salute che deve essere sacro per chiunque si occupi dell’altro. Il mio non è un desiderio di vendetta, ma di giustizia. Una giustizia che è necessaria non solo per la memoria di mio figlio, ma per tutti quei giovani che oggi si trovano in condizioni di fragilità e che spesso non vengono ascoltati. La salute mentale non deve essere trattata con leggerezza, e i segnali di sofferenza non possono continuare a essere ignorati da chi ha il dovere professionale e umano di prendersene cura. Vi ringrazio per aver contribuito a far sì che questa vicenda non cadesse nell’ombra. Il vostro lavoro è stato prezioso per mantenere accesa la luce su un tema che riguarda tutti noi e che, spero, possa spingere verso una maggiore consapevolezza e verso un impegno più concreto nel proteggere chi è più vulnerabile. Con sincera gratitudine.