Un lettore scrive:

«Apro i giornali, accendo la TV e ogni giorno mi si stringe il cuore al bombardamento di notizie e immagini che fanno riempire gli occhi di lacrime per il senso di impotenza di fronte a tanta crudeltà e sofferenza. Ma oggi c'è la lettera di L@ina e il suo gesto che mi confermano che il mondo non è solo fatto di guerre, di meschinità e di soprusi e che basta alzare lo sguardo oltre la finzione di molti canali social e andare oltre le notizie cupe per vedere piccoli e grandi gesti di amore e di sconfinata forza interiore. La quotidianità è anche fatta di una ragazza che ho visto sul treno leggere un libro sui segreti per mantenere vivo l'amore per sempre, di centinaia di volontari che ogni giorno dedicano tempo e energie ai bisognosi, agli animali, alla natura senza chiedere né ricevere pubblicità. È fatta di persone come L@ina che dona il suo ombrello a chi non ce l'ha. E vi sono stati casi di una moglie a cui hanno massacrato di botte il marito per un banale litigio in strada e che ha avuto la forza e il coraggio di spezzare la spirale di facile vendetta e violenza successive. E ancora ricordo la anziana israeliana che ha detto "shalom" al proprio sequestratore nel momento della liberazione. Quanta forza ci vuole per fare tutto ciò, per aprire il cuore e per chiedere, aspettando la risposta, "posso? " , "come stai? " o per dire "scusa"? Non meritano forse di essere narrate? Perché il distruggere deve avere più spazio giornalistico del creare? Perché chi spara o violenta ha maggiore visibilità di chi accoglie le sofferenze degli altri o di chi accetta la sconfitta o un amore finito senza cercare vendette? Diamo ai giovani esempi alternativi alla violenza. Diamo alle future generazioni una visione e facciamogliela vedere e leggere. Gli italiani, i piemontesi, hanno da sempre un cuore grande fatto di valori improntati all'accudimento, al rispetto degli altri e della natura. Forse, in questo modo, i giovani si sentirebbero meno isolati nelle loro angosce sul futuro».