Una lettrice scrive:
«Ciao 175/180 cm di ragazzo biondo, occhi di cielo, faccia pulita spruzzata di lentiggini.
Ho deciso di scriverti, superata la rabbia, ancor più del dolore (tanto), per l'accaduto ma assai di più per quanto sottratto in un baleno. Uscita dalla palestra sarei rientrata a casa, in bici dopo un paio di commissioni e avrei serenamente continuato la mia operosa vita se non ci fossimo scontrati sulle strisce di quel semaforo. Era il 26 novembre, davanti all'Istituto Sociale, alle 14. Ricordi?
Ora sono immobilizzata in un letto d'ospedale in attesa del secondo intervento chirurgico (e poi si vedrà). Un pensiero grato a tutti gli operatori del Ssn che stanno facendo di tutto per risolvere al meglio. Spero di ricevere l'assistenza necessaria fino al ripristino dell'autonomia senza gravare troppo sui miei cari. Comunque ci vorranno mesi per tornare alla mia vita e tutte le attività che spero, di riprendere senza dolore, deficit o rinunce. Riflettici. Nutrire negatività nei tuoi confronti non è nella mia indole, non mi farebbe soffrire meno e non mi restituirebbe tempo e denaro persi. Ti auguro di cuore il meglio. Vorrei che questo messaggio ti arrivasse anche per rispondere alla domanda che mi facesti in attesa dell'ambulanza, prima di dissolverti: "Posso fare qualcosa?" La risposta è sì! Usa con responsabilità il tuo tempo, cresci senza calpestare o prevaricare, rispetta il pianeta, Vai pure in monopattino ma al giallo, fermati!».






