TechAvere infrastrutture di proprietà, secondo il Ceo Alessandro Andreozzi, è il solo modo per garantire la sicurezza e la sovranità dei dati e tutela l'azienda dall'impatto delle tensioni geopolitiche(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Proseguire sulla strada delle acquisizioni e puntare sempre di più su software e data center di proprietà. Sono queste le direttrici su cui si muove AATech per creare «un polo tecnologico sinergico che offra servizi innovativi alle istituzioni finanziarie in maniera sicura, sovrana ed efficiente», come spiega in un’intervista a Radiocor il Ceo Alessandro Andreozzi.Domande di approfondimento generate da 24Ore AINata nel 2019 con l’obiettivo di diventare un partner di riferimento nello sviluppo di tecnologie, soluzioni digitali e servizi di outsourcing per banche, asset manager e «tutto il mondo dei financial services», AATech nel 2023 si è presentata all’appuntamento con la quotazione sull’Euronext Growth Milan con un giro d’affari di 1,8 milioni. «Dopo un paio d’anni di crescita interna in cui abbiamo sviluppato le nostre soluzioni e raddoppiato il fatturato - spiega il Ceo - lo scorso anno abbiamo iniziato un percorso di M&A che ci ha portato a chiudere il 2025 con un valore della produzione consolidato balzato a 15,3 milioni di euro (+329% sul 2024)». Il risultato netto di gruppo è stato negativo per 2,49 milioni, in peggioramento rispetto agli 0,14 milioni di utile dell’anno precedente, mentre l’Ebitda adjusted si è attestato a 0,19 milioni (da 1,2 mln). L’indebitamento finanziario netto infine è sceso a 3,72 milioni, da 4,53 milioni di inizio anno.Oggi AATech collabora «con un numero importante di banche e intermediari finanziari, le affianca in tutte le procedure nel mondo della gestione del credito – afferma Andreozzi - dai servizi antifrode a quelli per i finanziamenti». Il suo modello di business ha però due peculiarità: applicativi e tecnologie sviluppati dal suo team e un’infrastruttura di data center di sua proprietà. «Due anni fa ci siamo convinti che per cavalcare il mondo dell’AI e dell’evoluzione tecnologica fosse necessario governare i dati ed esserne proprietari – afferma il Ceo – Per questo abbiamo investito per avere tre piccoli data center che fossero nostri». Infatti, per «lavorare con le banche», che devono sottostare a regole di vigilanza precise e attingono «a informazioni privilegiate» (come estratti conto o dati personali dei clienti), «è necessario garantire uno standard elevato di privacy, anonimità e sicurezza», anche quando si usa uno strumento «ormai imprescindibile» come l’AI. L’unico modo per farlo, secondo Andreozzi, è «la proprietà delle infrastrutture». Oltre a ciò, avere degli «hardware a completa disposizione» rappresenta anche «un vantaggio competitivo importante» per AATech, perché «consente all’azienda di staccarsi dal mondo dei cloud classici» e, di conseguenza, anche di evitare l’impatto delle tensioni geopolitiche, commerciali e tecnologiche.Proprio questo potrebbe essere uno dei fattori di spinta per la società verso i target stabiliti con il Piano Industriale al 2027, che prevedono, in particolare, un fatturato compreso tra i 18 e i 20 milioni e un Ebitda tra i 5 e i 6 milioni. «Al momento siamo in linea con quanto ci eravamo prefissati – spiega Andreozzi – e stiamo continuando a lavorare per raggiungere gli obiettivi», grazie anche a investimenti corposi (Capex tra il 15-20% del fatturato) con un focus specifico sulla Ricerca e Sviluppo. «La nostra priorità è fare in modo che l'intelligenza artificiale che utilizziamo venga ottimizzata in termini di risorse, di efficienza, di riposta” e contribuisca ad «aumentare la produttività dei nostri analisti e operatori - dice il Ceo - garantendo la sovranità del dato».L’altro elemento al centro della strategia di crescita di AATech è l’M&A. Dal 2025 il gruppo ha già effettuato tre acquisizioni «nel mondo del credito», spiega Andreozzi, «sia grazie al supporto del sistema bancario sia grazie alle risorse raccolte sui mercati con due aumenti di capitale da circa 3 milioni di euro». Le ultime operazioni sono state «l’integrazione nel nostro portafoglio dell’offerta di gestione crediti della fintech Crescitalia» e quella «di servizi antifrode di Ineo», chiuse entrambe a giugno 2026. Infatti «vogliamo proseguire con la crescita per linee esterne, oltre che con lo sviluppo organico – afferma il Ceo – acquisendo aziende su cui possiamo investire e che portino valore aggiunto». In particolare, AATech guarda «a chi può portare nel gruppo una competenza verticale profonda, ma facilmente impiegabile» e «a chi ha soluzioni già validate, come fornitori nel mondo della gestione dei crediti cartolarizzati o dell’antiriciclaggio” in Italia. Per il momento, infatti, la lente della società non è puntata verso l’estero: «per questo biennio pensiamo che si possa fare ancora tantissimo qui (in Italia, ndr) – afferma Andreozzi – Perciò prevediamo di continuare a consolidare il mercato italiano nei prossimi due anni». Poi, se ci saranno le condizioni per un'eventuale espansione estera, «ci ragioneremo nuovamente con il prossimo piano industriale».