Il pezzo forte del nuovo piano al 2035? «Giochiamo seriamente la partita sui data center, prevedendo investimenti per 1,6 miliardi, sia come energy partner sia come sviluppatore diretto». L’apertura all’estero? «Vogliamo ragionare in un’ottica europea nelle due filiere in cui ci sentiamo più forti: ambiente e rinnovabili». L’eventuale apertura a soci finanziari di singoli business? «Abbiamo aumentato a 23 miliardi gli investimenti complessivi al 2035, tutti finanziati con i nostri flussi di cassa e con un debito a fine piano previsto a 2,4 volte sull’Ebitda: considereremo le eventuali minoranze per fare qualcosa di più». A2A ha presentato l’aggiornamento del nuovo piano decennale, che vede al 2035 un Ebitda di 3,6 miliardi e un utile netto ordinario di 1,1 miliardi: secondo il Ceo Renato Mazzoncini è un passaggio chiave per mettere a frutto gli sforzi fatti in questi anni sul fronte dell’elettrificazione, «che ora è finalmente arrivata e potrà aumentare i consumi di 80 TWh l’anno equamente suddivisi tra data center e mobilità elettrica». Approvati, anche i conti dei nove mesi con un Ebitda in calo del 4% a 1,729 miliardi, un utile netto di 581 milioni e la conferma dei target di fine anno.