TechLe società, con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e le tensioni geopolitiche in corso «stanno iniziando a badare sempre con maggiore attenzione a dove sono conservati i loro dati», come spiega il Ceo Alessandro Cozzi a Radiocordi Giorgia Colucci24 giugno 2026(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Wiit si prepara ad accelerare sulla crescita estera, grazie all’M&A e alla partnership con Broadcom, e mette nel mirino il traguardo di 100 milioni di Ebitda entro il 2029. A spiegarlo in un’intervista a Radiocor è Alessandro Cozzi, Ceo del player europeo del mercato dei servizi Cloud Computing per le imprese, focalizzato sull’erogazione di servizi continuativi di Private e Hybrid Cloud per le applicazioni critiche.Domande di approfondimento generate da 24Ore AICon trent'anni di attività alle spalle, la società intende sfruttare il traino dell’AI e «una disponibilità finanziaria di circa 165 milioni di euro da usare per le nuove acquisizioni nei prossimi due anni» per rafforzarsi in Italia, Germania e Svizzera e approdare in nuovi mercati, come la Francia.In più, con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e le tensioni geopolitiche in corso, «le aziende europee stanno iniziando a badare sempre con maggiore attenzione a dove sono conservati i loro dati – afferma Cozzi – e molte società che maneggiano dati sensibili, come quelle della sanità, si stanno così indirizzando verso provider di servizi cloud e di data center europei, come noi, che garantiscono la sovranità del dato». E proprio questo fattore può dare un'ulteriore spinta alla crescita di Wiit nel Vecchio Continente.In realtà, lo sguardo dell'azienda è rivolto all’estero già da qualche anno. Dopo la quotazione nel 2017, mirata a «raccogliere le risorse finanziarie necessarie a svilupparci per linee esterne», «abbiamo deciso di consolidare i piccoli provider locali, a Firenze, Cuneo, Vicenza e Carpi», afferma Cozzi. Poi dal 2020, con il passaggio sull’Euronext Star Milan, «tramite un aumento di capitale importante, abbiamo avviato lo sviluppo internazionale». Oggi Wiit è così «un gruppo leader in Europa nel settore cloud», con una rete di data center interconnessi tra Italia (4 in totale) e Germania (dove sono 16). La sua vocazione internazionale si vede anche nella composizione dei ricavi, dove il mercato tedesco pesa più del 53%, «oltre a rappresentare metà dell’Ebitda». Le restanti quote sono divise tra l’Italia, che vale circa il 35% dei ricavi e la Svizzera (vicina al 12%), Paese in cui Wiit è entrata «due anni fa».Questo però è solo il punto di partenza per i piani di sviluppo del fornitore di servizi cloud. Ora l’obiettivo è aumentare sempre di più la quota di vendite estere e per farlo la società punta su una solida crescita organica, ma anche sulle opportunità di M&A. «Dal 2020 in poi abbiamo realizzato 16 acquisizioni. Siamo abbastanza attivi su questo fronte – riconosce Cozzi – Il mercato poi si sta consolidando e, di conseguenza, per noi ci sarebbe un'ottima opportunità nei prossimi esercizi di continuare questo processo».
Wiit accelera sul M&A in Europa, mentre le aziende cercano la tutela dei dati con i provider cloud Ue
Le società, con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e le tensioni geopolitiche in corso «stanno iniziando a badare sempre con maggiore attenzione a dove sono conservati i loro dati», come spiega il Ceo Alessandro Cozzi a Radiocor







