Giovani che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in percorsi di formazione. Sono i cosiddetti "Neet", acronimo che viene proprio dalla traduzione in inglese delle caratteristiche di questa fascia di popolazione sempre più ampia "Not in Education, Employment or Training". Openpolis, a pochi giorni dalla giornata mondiale dedicata alle "competenze giovanili", che sarà il 15 luglio, dedica un approfondimento al tema. E dai dati emerge che il fenomeno vede in testa la Sicilia, e in particolare Catania. Il capoluogo etneo vede il 35,4% della popolazione tra 15 e 29 anni nella condizione di "Neet". Alla base, come certificato anche dal Comune di Catania nei giorni scorsi nella bozza del Dup - il Documento unico di programmazione, ovvero la "base" su cui costruire le politiche del prossimo triennio - si è sottolineato come questa condizione derivi da combinato di abbandono scolastico, bassa istruzione, scarse opportunità lavorative, formazione non all'altezza dello stesso mercato del lavoro. E a questo si aggiunge che chi ha competenze e talento spesso emigra. Non va molto meglio a Palermo, che con il 32,4% è al secondo posto nazionale, seguita da Napoli (29,7%). A quota 20% circa, tra le altre, le due città italiane più popolose, Roma e Milano. La quota scende sotto il 18% a Genova, Firenze e Bologna.
Catania capitale europea dei "Neet": a San Cristoforo sono il doppio rispetto alla Romania
Openpolis dedica un approfondimento al capoluogo etneo sui giovani che "non lavorano e non studiano". Ma a Palermo, seconda, non va molto meglio









