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“Numeri precisi e proposte misurabili”: è la cornice in cui si muove il team siciliano di ORA!, il partito d’iniziativa popolare che vuole “cambiare l’Italia del futuro” e che in Sicilia sceglie di focalizzarsi su una delle emergenze più preoccupanti, quella che più di tutte ipoteca l’idea stessa di futuro dell’isola, e cioè l’emorragia di giovani in cerca di lavoro o di formazione accademica al nord o all’estero. Nei mesi scorsi, l’esordio regionale del gruppo fu una plateale azione di piazza, con la “protesta dei trolley”: 100 giovani con la valigia gialla in corteo per le vie di Palermo per denunciare l’allarme spopolamento. Quindi il passaggio ad un livello diverso d’interlocuzione pubblica, con analisi e proposte da parte del partito nato “dal basso” nell’ottobre dello scorso anno, su iniziativa dell’economista Michele Boldrin e dell’imprenditore Alberto Forchielli, e che oggi aggrega soprattutto giovani: il 70% degli oltre 11.000 iscritti sono under 40. La piattaforma progettuale siciliana è stata presentata nei giorni scorsi durante un incontro tenutosi al Palazzo della Cultura di Catania, con oltre cento giovani riuniti attorno all’idea di cambiare concretamente una narrazione sconfortante: “Costruiamo un futuro reale per la Sicilia” l’eloquente titolo dell’evento. Il dato di partenza è quello dei 61 miliardi di euro persi quale costo della “fuga” dal sud secondo il CNEL, riletto alla luce delle risposte fornite da 1150 giovani siciliani tra 18 e 40 anni sentiti nell’ambito dell’analisi condotta dal team di ORA! Tra essi, si spiega, “il 73% pensa che le cose non cambieranno mai, l'81% non si aspetta miglioramenti nei prossimi dieci anni, e uno su tre vive già fuori dall'isola”. "Noi giovani siciliani non abbiamo più intenzione di aspettare che qualcuno migliori le cose per noi - ha chiarito Mattia Catalano, segretario regionale di ORA! Sicilia - Abbiamo deciso di impegnarci per una vera proposta per costruire un futuro reale per la nostra regione. Nei prossimi mesi presenteremo il nostro piano per le amministrative e per le regionali”. "Il presidente della Regione Schifani, commentando pubblicamente i dati della nostra analisi, ha scritto che “la Sicilia non è una terra condannata a perdere i suoi talenti” e che le istituzioni “stanno lavorando per cambiare questa prospettiva” – ha affermato Carmelo Abate, membro del Consiglio Direttivo Nazionale di ORA! - Nel frattempo noi proponiamo come farlo, con numeri precisi e proposte misurabili”. Nello specifico: attrazione di grandi imprese tecnologiche; tre campus universitari (a Palermo, Catania e Messina); un nuovo modello di sostegno a imprese e startup; il rilancio degli ITS e una strategia per contrastare la diaspora e valorizzare le competenze dei siciliani. "Per la prima volta proponiamo qualcosa che va oltre lo slogan: obiettivi dichiarati, indicatori misurabili, scadenze precise” ha spiegato Vincenzo Claudio Piscopo, membro dell'assemblea nazionale del partito. Sul palco si sono confrontati i docenti UniCt Davide Bennato (Sociologia dei Media Digitali) e Marco Romano (Digital Innovation & Transformation Management) e Giambattista Pisasale, ceo e cofounder di Aitho, tech company siciliana che proprio nei giorni scorsi ha annunciato il lancio di un “bonus rientro” da 5000 euro, dedicato a professionisti digitali siciliani che decidono di riportare la propria residenza sull’Isola. Il dialogo ha messo a confronto il punto di vista della ricerca e quello di chi crea impresa e lavoro sul territorio, confermando dal vivo quanto i dati del sondaggio raccontano sulla carta: la Sicilia forma capitale umano ma manca la domanda di lavoro capace di trattenerlo.