L'Editoriale
Martedì 07 Luglio 2026
MONDO. Non abbiamo sugli occhi due fette di bacon grandi così. Vediamo benissimo come si muove il presidente della Fifa, Gianni Infantino: quando entra nello Studio Ovale e si accoccola alle spalle di Trump sembra il fratello calvo del Segretario generale della Nato.
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Trump frigna perché non vince il Nobel per la Pace? Arriva Infantino, in men che non si dica s’inventa nientedimeno che il «FIFA Peace Prize award» e indovinate un po’ a chi lo dà? Bravi, avete vinto niente: era troppo facile. E si potrebbe proseguire, con l’ufficio Fifa aperto a New York e sapete dove? Nella Trump Tower. Evidentemente nel resto dei grattacieli di Times Square non si trovava nemmeno un monolocale, manco un seminterrato arredato. E potremmo proseguire con l’esemplare della Coppa «sequestrato» per mesi dalla Casa Bianca. O coi 10 biglietti extralusso passati da Infantino a Trump per la finale del Mondiale per Club. E la finiamo qui, lasciando al velo pietoso il compito di coprire la presenza di Infantino dalle parti della finta pace per Gaza.












