La telefonata di Donald Trump a Gianni Infantino, poi la decisione della Fifa di cancellare la squalifica di Folarin Balogun a poche ore dall’ottavo di finale contro il Belgio. Una scelta senza precedenti nella storia dei Mondiali, motivata con l’applicazione dell’articolo 27 del Codice disciplinare, che ha provocato la durissima protesta della federazione belga e aperto un caso enorme sull’autonomia della giustizia sportiva. La Fifa nega qualsiasi collegamento tra la telefonata del presidente degli Stati Uniti e la revoca della sanzione. Ma la vicenda rappresenta l’ultimo episodio di un rapporto ormai strettissimo tra Infantino e Trump, un’alleanza costruita negli anni e diventata uno dei pilastri del potere del numero uno del calcio mondiale.

Oggi Gianni Infantino è l’uomo più potente del pallone. Questi Mondiali sono i suoi Mondiali, il progetto che aveva in mente fin dalla sua elezione alla guida della Fifa dieci anni fa. Il caso Balogun, al di là delle spiegazioni ufficiali, racconta quanto il confine tra calcio e politica sia diventato sotto la sua presidenza sempre più sottile. Giovanni Vincenzo Infantino nasce in Svizzera da genitori italiani. Entra negli uffici della Uefa da semplice dirigente e, passo dopo passo, diventa segretario generale dell’organizzazione guidata all’epoca da Michel Platini. Poi arriva il terremoto del 2015. Lo scandalo che travolge la Fifa porta all’uscita di scena di Sepp Blatter, mentre Platini, indicato da tutti come il naturale successore, viene coinvolto nell’inchiesta sul pagamento di 2 milioni di franchi svizzeri ricevuti dall’allora presidente della Fifa. Una vicenda per la quale il francese verrà assolto due volte, nel 2022 e poi in appello, ma che nel frattempo gli impedisce di correre per la presidenza. A sorpresa, nel 2016, è proprio Infantino a conquistare il vertice del calcio mondiale. Dieci anni dopo, mentre Platini ha avviato nuove azioni civili e penali contro la Fifa e contro il suo ex collaboratore, accusandolo di aver contribuito a ostacolare la sua candidatura, Infantino è saldamente al comando.