«Il problema non era Elena, ma una legge che continua a colpire le persone sbagliate». Con la formula «perché il fatto non sussiste», il tribunale di Udine ha assolto Elena Tuniz, insegnante di scuola superiore friulana che dopo un incidente causato da un malore – successivamente ricondotto a una crisi epilettica – è stata sottoposta a un esame tossicologico, risultato positivo a un valore molto basso di Thc.

La sua vicenda è diventata una dei casi simbolo del nuovo codice della strada, fortemente voluto dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini, rivelando le criticità introdotte dalla normativa e i dubbi scientifici della norma, oltre alla sua «criminalizzazione secondaria».

L’articolo 187 del codice della strada, così come modificato, permette di sospendere la patente verificando l’assunzione della sostanza stupefacente tramite la positività al test, senza che venga dimostrato lo stato di alterazione mentre si è alla guida.

Quello che è accaduto a Tuniz mostra infatti che la sospensione della patente può colpire anche le persone che hanno visto compromessa la propria capacità di guidare, ma non per la presenza di Thc nel loro organismo o per una dubbia positività. Dopo essere stata dimessa dall’ospedale, la donna ha avuto un attacco epilettico la notte successiva, che ha quindi spiegato il malore in auto e l’incidente.