UDINE - Era rimasta coinvolta in un incidente, le avevano riscontrato una positività al Thc (il principio psicoattivo della cannabis), si era vista ritirare la patente ed era finita a processo. Per l'insegnante friulana Elena Tuniz però il Tribunale ha pronunciato l'assoluzione: il fatto non sussiste.

Il processo Finisce dunque la vicenda giudiziaria della 33enne, che a gennaio 2025 mentre guidava era uscita di strada finendo contro un palo. Dopo l'incidente le era stata contestata la positività al Thc e in ossequio al nuovo Codice della strada Tuniz si era vista ritirare la patente ed era finita a processo. L'assoluzione, chiesta dal pubblico ministero e accolta dal giudice, è stata pronunciata il 6 luglio in tribunale a Udine con la formula «perché il fatto non sussiste». Secondo quanto ricostruito infatti al momento dell'incidente la donna aveva accusato un malore dovuto a una crisi epilettica. La mobilitazione Il caso aveva avuto un'ampia eco, tanto che il segretario di +Europa, Riccardo Magi, l'aveva portata all'attenzione della Camera: «Ha avuto un incidente stradale a causa di una crisi epilettica improvvisa. Eppure la falsa positività del test ai cannabinoidi (e c'è una incidenza altissima di questi errori) ha visto stravolta la sua vita lavorativa e ne ha condizionato persino il percorso di cure immediate di cui aveva bisogno» aveva commentato Magi. Lunedì mattina, in concomitanza con l'udienza, davanti al tribunale si è tenuto un sit-in dell'associazione Meglio Legale, i cui attivisti hanno esposto cartelli per ribadire la vicinanza alla donna «contro una legge ingiusta». Presenti, tra gli altri, Andrea Di Lenardo, capogruppo Avs-Possibile a Udine; Raffaella Barbieri, portavoce di Possibile Udine e presidente Cellula Luca Coscioni Udine; Nicholas Garufi, portavoce di Radicali italiani Udine, i quali hanno espresso «grande soddisfazione per l'esito della sentenza, richiesta dalla stessa pm», e ribadito la loro convinzione che «queste norme nazionali producono solo storture e paradossi evidenti». Al presidio anche la consigliera regionale di Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, Giulia Massolino, secondo cui «il governo preferisce inseguire misure ideologiche nei fatti inapplicabili, anziché intervenire sui fattori che determinano davvero la violenza sulle nostre strade».