Codice della strada 09 luglio 2026 La Corte costituzionale ha stabilito che una semplice traccia di droga non è sufficiente per il reato di guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti ANSA Il 6 luglio il Tribunale di Udine ha assolto Elena Tuniz dall’accusa di guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti. La vicenda risale al 7 gennaio 2025 quando Tuniz, insegnante trentatreenne di Corno di Rosazzo, in provincia di Udine, era rimasta coinvolta in un incidente automobilistico. Secondo quanto emerso dopo il ricovero, l’incidente sarebbe stato causato da un attacco epilettico. Durante gli accertamenti sanitari era però risultata anche una sospetta positività al THC, il principio attivo della cannabis. Da lì erano derivati la sospensione della patente e un procedimento penale per guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti.
Il caso Tuniz è diventato uno dei casi simbolo del dibattito sulla riforma del Codice della strada voluta dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. La riforma, entrata in vigore il 14 dicembre 2024, ha previsto regole più severe sulla guida e sull’uso di sostanze stupefacenti, come la cannabis o la cocaina.
Il punto centrale riguarda l’articolo 187 del Codice della strada. Prima della riforma, la norma puniva la «guida in stato di alterazione psicofisica per uso di sostanze stupefacenti». La riforma ha cancellato le parole «in stato di alterazione psicofisica» e modificato la rubrica dell’articolo in «Guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti».









