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30 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 8:08
Per la Corte costituzionale può essere punito solo chi si è messo alla guida di un veicolo, dopo l’assunzione di droghe, in condizioni tali da creare un pericolo per la sicurezza della circolazione stradale. Una sentenza che stravolge l’articolo 187 del Codice della Strada così come modificato su spinta del ministro Matteo Salvini. Adesso per sanzionare la “guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti” sarà necessario accertare che “la qualità e quantità” di droga presente nel corpo del soggetto “risultino generalmente idonee, sulla base delle attuali conoscenze scientifiche, a determinare un’alterazione delle condizioni psico-fisiche, e conseguentemente delle normali capacità di controllo del veicolo”. Un’interpretazione che cambia e di molto il contenuto della nuova norma: non sarà sufficiente la sola positività al test antidroga. Un aspetto che aveva provocato le critiche di molti giuristi perché rischiava di sanzionare – con tanto di condanna penale – anche chi aveva assunto sostanze ore o giorni prima, pure quando gli effetti erano ormai finiti. Tutto questo grazie all’eliminazione nel testo dell’articolo del riferimento allo “stato di alterazione psico-fisica”. Ma adesso, nella pratica, cosa cambia e quali sono i punti ancora poco chiari dopo la sentenza della Consulta? Ilfattoquotidiano.it ne ha parlato con l’avvocato Claudio Miglio, legale con una lunga esperienza professionale nel settore dei reati in materia di stupefacenti.












