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29 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 16:04

L’avere eliminato nell’articolo 187 del Codice della strada ogni riferimento allo “stato di alterazione psico-fisica” per chi guida dopo avere assunto sostanze stupefacenti non è illegittimo ma la norma deve essere interpretata nel senso che possa essere punito solo chi si sia messo al volante, dopo l’assunzione di droghe, in condizioni tali da creare un pericolo per la sicurezza della circolazione stradale. È quanto stabilito dalla Corte Costituzionale che interviene così sulla stratta alla guida sotto l’effetto di droga entrata in vigore nel dicembre del 2024 con la riforma del Codice della Strada fortemente voluta dal ministro Matteo Salvini. Il testo dell’articolo, pertanto, non subirà modifiche ma la Consulta inserisce dei paletti estremamente rilevanti: occorrerà accertare che nei liquidi corporei del soggetto sia presente una quantità di sostanza stupefacente idonea ad alterare le capacità di guida in un assuntore medio, creando così pericolo per la circolazione stradale. E questo va fatto “sulla base delle attuali conoscenze scientifiche”. Al momento però non esistono, a differenza del consumo di alcol, tabelle che consentono di valutare le quantità che provocano alterazioni in grado di creare pericolo. Bisognerà capire adesso chi e come valuterà caso per caso. Sarà comunque il giudice, durante ciascun procedimento penale, a dovere prendere la decisione.