Emergenza che non vediamo
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L’assemblea del Grattacielo con una quarantina di partecipanti
Il Grattacielo riserva sempre delle sorprese. Dopo un’assemblea infuocata degli inquilini, ieri pomeriggio in via Caldirolo, l’amministratore di condominio Francesco Donazzi si è dimesso a causa delle illazioni e offese nei suoi confronti da parte di alcuni proprietari e ha fatto capire che potrebbe adire le vie legali. Ma ieri le sorprese non sono finite qui. Subito in avvio uno dei condomini, Daniela Pachera, ha messo in discussione la regolarità della seduta perché la convocazione non era arrivata a tutti tramite raccomandata, ma, per lo più, attraverso mail o messaggi Whatsapp. Molti dei proprietari, infatti, non hanno un indirizzo, perché sono rimasti senza casa. E per raggiungerli si va dal mero passa parola ai messaggi via telefonino. Un fulmine a ciel sereno l’obiezione sollevata da Pachera, che rischia di mettere a repentaglio le future assemblee. "Questa seduta può essere impugnata perché le convocazioni non sono arrivate a tutti", ha esordito. Poco prima era stato eletto come presidente Sandro Lin, che ha battuto l’altro candidato, sempre Daniele Pachera. L’assemblea, per quasi venti minuti, ha rischiato di saltare. Pachera ha chiesto di rimandarla con un nuovo ordine del giorno con l’obiettivo di decidere o meno di esautorare l’amministratore di condominio Francesco Donazzi il quale, secondo Pachera, avrebbe dovuto fornire, fra le altre cose, una situazione contabile chiara e i progetti dei vigili del fuoco. L’intervento ha sollevato un vespaio di polemiche con Maurizio Rossi, decano del condominio, che ha chiesto quali fossero i progetti dei vigili del fuoco, mettendo in dubbio la loro esistenza. Le proteste sono continuate per almeno un quarto d’ora, con alcuni proprietari che hanno sottolineato di aver percorso centinaia di chilometri per partecipare all’assemblea. L’amministratore Donazzi ha prima ventilato di abbandonare la seduta ("non partecipo a una riunione di condominio"), poi ha trovato una soluzione: "Pur con il rischio che ci sia un’impugnazione, chiedo che i present,i tramite votazione, decidano o meno di proseguire con l’assemblea". E l’idea ha subito trovato favorevole la maggioranza. Così uno a uno sono stati interpellati i proprietari e i ’sì’ hanno prevalso. La seduta è proseguita con gli ordini del giorno previsti: l’approvazione del bilancio, la conferma dell’amministratore per il prossimo anno, l’approvazione del preventivo per il piano dei versamenti, la proposta di costituzione di un fondo per pagare i debiti contratti, gli adempimenti obbligatori per la ripresa dei lavori di adeguamento dell’antincendio". Nonostante molti dubbi in sala, il bilancio, alla fine, è stato approvato con il rischio, però, dell’impugnazione, a causa delle convocazioni ’irregolari’. Non solo. Prima di decidere se confermare o meno Donazzi, è arrivato un altro colpo di scena. L’amministratore di condominio ha rassegnato le dimissioni tra l’incredulità dei presenti, complicando ancora di più una vicenda che rischia di trascinarsi per anni. "Mi sono sentito offeso da alcuni condomini e dalle loro dichiarazioni. Mi difenderò nelle sedi opportune", ha chiosato Donazzi. E adesso? Il Grattacielo è un rebus per qualsiasi amministratore e trovarne un altro non sarà facile. Lo pensa Maurizio Rozzi, ex presidente del condominio: "Donazzi ha fatto quello che poteva in una situazione difficile. Era per noi un punto di riferimento. Come faremo adesso? Il Grattacielo è una patata bollente. Trovare un altro amministratore sarà un’impresa".









