Il caso è avvenuto a Bolzano: i condòmini scoprono un buco nella documentazione contabile. E vincono in tribunale

La svolta era arrivata durante un’assemblea straordinaria, il 31 agosto 2024. Davanti ai consiglieri del condominio, l’amministratrice aveva ammesso l’esistenza di ammanchi sul conto corrente e di mancati pagamenti ai fornitori, assumendosi – secondo quanto ricostruisce il Tribunale di Bolzano – «la responsabilità della situazione» e promettendo il ripristino delle somme dovute. Da quel momento era partita la verifica sui conti, affidata al nuovo amministratore. E la ricostruzione contabile ha portato alla scoperta di quasi 193mila euro di uscite non giustificate.

Con sentenza del 17 giugno 2026, la giudice Cristina Longhi ha quindi condannato un’ex amministratrice di condominio a pagare 192.670,70 euro a titolo di restituzione, oltre ad altri 22.449,56 euro per i danni e i maggiori costi provocati dalla gestione contestata. La donna aveva amministrato lo stabile dal 2013 al 31 agosto 2024.

L’accusa del condominio sui prelievi dell’amministratrice

Secondo il condominio, dall’esame degli estratti conto originali e della documentazione contabile era emerso «un rilevante numero di movimentazioni prive di giustificazione contabile», consistite in «prelievi, assegni, bonifici verso il conto della convenuta o verso conti di altri condomini dalla stessa amministrati».