MESTRE (VENEZIA) - Il dossier è praticamente già chiuso, pronto per essere deliberato dall’assemblea dei condomini prevista in primavera, assieme all’incarico ad un legale per avviare la causa al precedente amministratore, ritenuto di fatto corresponsabile della voragine nei conti del “supercondominio San Marco”, con i suoi 148 appartamenti (più uffici e garage) tra il grattacielo di corso del Popolo, via Bissolati e l’altro palazzone sul fronte di via Milano. Una causa che sfiorerebbe i 600mila euro richiesti come “danni subiti dal condominio” a causa della passata gestione, mentre la nuova amministrazione è riuscita nel miracolo di evitare ingiunzioni dai fornitori, grazie anche ai residenti che si stanno accollando costi supplementari per centinaia di euro al mese, necessari a sanare progressivamente il buco economico che ha superato il milione e 100mila euro.

«Un esempio? Solo ad Hera, per il gas, dobbiamo 450mila euro di bollette non pagate dalla precedente gestione - spiega Alessandro Zuin, l’attuale amministratore che sta facendo miracoli per rimettere i conti a posto -. Siamo riusciti a trovare un accordo per rientrare in quattro anni, senza interessi, garantendo rate di 10mila euro al mese». Denaro che va ovviamente a sommarsi alle spese “vive” della gestione condominiale, chiedendo ad ogni proprietario degli appartamenti somme in più che vanno tra 150 e 200 euro (e anche di più per gli alloggi più grandi o ai piani più alti). «Abbiamo piani di rientro anche con gli altri fornitori, compreso il precedente fornitore del gas, ma, e ci tengo a dirlo, non ci sono creditori intenzionati a pignorare il conto del condominio, né decreti ingiuntivi. Parallelamente, è sotto controllo anche il recupero dei crediti». Che sono soprattutto nei confronti degli alloggi che furono delle tre aziende riconducibili alla Lubi Immobiliare Srl, subentrata alla Gobetti, che gestivano numerosi appartamenti senza saldare le quote per riscaldamento, energia elettrica, acqua, manutenzioni e pulizie. In tutto qualcosa come 860mila euro che, però, non si potranno mai riavere interamente, visto che gli alloggi (quasi una cinquantina) sono andati all’asta e i nuovi acquirenti sono per legge tenuti a saldare solo due annualità di spese condominiali non versate dal precedente proprietario.