MESTRE Il maxi debito era perfino salito. Dal milione di euro che il “San Marco”, il supercondominio con 148 appartamenti a metà di Corso del Popolo a Mestre, aveva accumulato fino al 2022 a causa delle spese condominiali non versate, dopo due anni si era già saliti ad oltre un milione e centomila euro, come era risultato dall’esercizio 2023-2024. Un consuntivo da far tremare le vene dei polsi che è finito anche nella procedura competitiva per l’asta di un super-negozio di arredamento extralusso ai piedi del complesso residenziale, nell’ambito del concordato preventivo della “Trevisan Mobili”, e dal quale ora - con fatica e battaglie legali - i condomini stanno cercando faticosamente di uscire.
Nel grattacielo e i palazzoni affiancati sul Corso se la ricordano ancora l’assemblea del 21 ottobre 2022 durante la quale i 78 proprietari presenti deliberarono di affidarsi ad un avvocato per avviare le azioni necessarie a recuperare i crediti nei confronti delle tre aziende che erano riconducibili ad una sola società che risultava insolvente: Lubi Immobiliare Srl, subentrata alla Gobetti, che con quelle ditte gestiva numerosi appartamenti senza provvedere a saldare la quota parte di oneri per riscaldamento, energia elettrica, acqua, manutenzioni e pulizie sulla base degli alloggi dati in affitto, in particolare a stranieri oppure trasformati in locazioni turistiche. Debiti della società immobiliare che si trascinavano da parecchi anni: nell’annualità 2015-16 il rendiconto aveva registrato un “rosso” di oltre 238mila euro. L’anno successivo il debito era sceso a 180mila, ma nel 2018 era lievitato a 423mila, quindi mezzo milione nel 2018-‘19, fino a schizzare, dopo la pandemia, a 860mila euro.






