Non c’è solo quello dei fondi da destinare alla difesa tra i dossier più insidiosi del vertice nato di Ankara che si apre oggi, martedì 7 luglio. L’obiettivo Nato del 5% nel 2035 è lontano, non solo a livello temporale. L’Italia sarà chiamata a giocare le sue carte per orientare l’attenzione dei 32 paesi dell’Alleanza Atlantica sul fronte Sud, ovvero quel Mediterraneo che per noi risulta estremamente strategico. Da lì arriva infatti la spinta migratoria dall’Africa verso l’Europa, con rotte non controllate gestite da reti criminali che sfruttano l’instabilità politica. E lì c’è un paese, la Libia, che continua a registrare un vuoto di potere. Il Fronte Sud della Nato, spesso associato al concetto geopolitico di “Mediterraneo Allargato”, è dunque una priorità assoluta per la politica di difesa e la sicurezza nazionale dell’Italia. Per motivi storici, geografici e strategici, Roma ha sempre assunto il ruolo di principale promotore di questo quadrante all’interno dell’Alleanza Atlantica.
Gli sherpa del vertice hanno rivendicato di essere riusciti a far inserire nelle conclusioni del summit di Ankara un nuovo riferimento al fianco Sud, con il riconoscimento che le minacce provenienti da quell’area richiedono un’attenzione analoga a quelle che gravano sul fronte orientale.














