In primo grado la leader del Rassemblement National è stata condannata a 4 anni di carcere e a 5 di ineleggibilità - che dunque le impedirebbero di candidarsi alle Presidenziali del 2027 - nel caso dei presunti falsi impieghi all'Europarlamento. In caso di sentenza ribaltata, si aprirebbe una finestra temporale per correre alle elezioni del prossimo anno

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È attesa per oggi, 7 luglio, la sentenza d’appello nel processo a carico di Marine Le Pen. La leader del Rassemblement National è stata condannata in primo grado a 4 anni di carcere (due con la condizionale e due col braccialetto) e a 5 di ineleggibilità - che dunque le impedirebbero di candidarsi alle Presidenziali del 2027 - nel caso dei presunti falsi impieghi all'Europarlamento. Per i giudici Le Pen avrebbe messo in piedi un "sistema", fra il 2004 e il 2016, per mettere le mani sugli stipendi versati dal Parlamento europeo ai suoi eurodeputati, somme destinate a remunerare gli assistenti del partito (allora Front National) nel quadro delle loro funzioni a Bruxelles e a Strasburgo.

I milioni sottratti alle istituzioni europee